Torricella Peligna

Manuela racconta:

Torricella è il luogo che chiamo casa. Ognuno ha la sua. Questa è casa mia.

Sono nata e cresciuta in questo piccolo borgo di montagna, che si affaccia su una vallata al cui orizzonte è visibile una fascia di mare blu. La Majella madre da una parte e il mare dall’altra.”

Torricella

La storia

Le origini di Torricella sono antichissime: la sua fondazione risale alla fine dell’epoca romana, quando gli esuli della città di Juvanum si rifugiarono in luoghi più difficili da raggiungere, per la conformazione del territorio.

Notizie certe di questo borgo si hanno dal XII secolo, periodo al quale risale la Chiesa di San Giacomo Apostolo, che domina l’attuale Corso Umberto I, via principale del paese.

Torricella oggi è un luogo turistico attraente, un piccolo borgo rimasto autentico, dove è possibile godere di aria pulita, cibi genuini, passeggiate nella natura e panorami stupefacenti.

 

Vi consigliamo di visitare:

PINETA COMUNALE “ANTONIO PORRECA”

Pineta
Pineta

La pineta di Torricella assisa sul dolce colle, delizia delle nuove generazioni cresciute sotto i suoi pini, si distingue come una delle più preziose oasi di verde per la vita piacevole e per la splendida posizione tra il mare e la Maiella. E’ nata nel 1922 su una collina arida e franosa grazie alla geniale idea di Antonio Porreca, il quale, oltre a progettare la realizzazione della pineta, dedicò molte energie per l’impianto e l’attecchimento dei pini, degli abeti e delle tuie. L’amore per la pineta contagiò subito tutti gli abitanti del paese che con grande partecipazione popolare hanno contribuito a fortificare  al nascere i giovani pini. La pineta è diventata ben presto il simbolo di Torricella Peligna. Insieme al geniale progettista, va ricordato, per lo stesso amore e dedizione alla pineta, un altro Torricellano: Luigi Di Iorio , guardia comunale, per la pineta custode fedele ed inesorabile. Oggi è meta di molti turisti che godendosi la dolce frescura estiva, possono usufruire di aree pic-nic, percorsi per passeggiate nel verde e di attrezzati parchi gioco per bambini.

CHIESA  DI  SAN GIACOMO APOSTOLO

San Giacomo Torricella Peligna
San Giacomo

La chiesa Di San Giacomo Apostolo risale all’ XI secolo. Nella Bolla di Papa Alessandro III che confermava gli antichi confini  della Diocesi di Chieti, figura l’ “Ecclesia Sancti Jacobi de Turcella”.
La Chiesa pur essendo molto antica nel tempo è stata più volte ampliata e ristrutturata a seguito di numerosi  terremoti. Presenta in facciata caratteri dell’architettura classica. Ha un impianto a tre navate con abside centrale, completamente trasformato in gusto barocco. La navata centrale risulta coperta da volte a botte lunettata,  mentre le due navate laterali sono definite da volte a vela ; nella parte esterna le lesene ne evidenziano le ripartizioni. L’alzato si sviluppa con una serie ritmata di paraste corinzie con sovrastante cornice a dentelli.

La porta e la finestra centrale sono contornate da stipiti lavorati. Esternamente sull’architrave c’ è il timpano triangolare. Nella chiesa troviamo numerose opere di grande valore artistico: un quadro raffigurante San Giacomo Apostolo, dipinto dalla Signora Tilli, allieva del Michetti; una statua della Madonna  del Rosario scolpita in legno dorato e colorato di scuola Napoletana risalente al ‘700, una statua di San Marziale Martire,  in legno colorato e dorato proveniente da Roma ( prima metà del XVIII secolo); una statua di San Vincenzo Ferrari, in legno  dorato, opera  abruzzese del ‘700; la pisside grande  d’argento di scuola napoletana (sec . XVII) e calici ed ostensori d’oro e d’ argento del ‘ 700.

SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE ROSE

Madonna delle Rose
Madonna delle Rose

Costruita nel 1550, la Chiesa si presenta ancora oggi nella sua veste Rinascimentale sia nell’impianto che nell’apparato decorativo. Tutta la struttura beneficia di un recente restauro, visibile dalle mura esterne e dalla facciata dalle linee Rinascimentali, che presenta un profilo a capanna con coronamento a spioventi di forma convessa, delimitati superiormente da una triplice fila di romanelle annegate nel muro. Il profilo si interrompe al centro con un campanile a vela. Il portale, i cantonali, il campanile e le finestrelle ai lati dell’ingresso sono in pietra. Il portale , con stipiti e architravi decorati a fasce è coronato dall’arco della lunetta anch’essa decorata al centro da una rosetta. L’interno, ad aula unica è diviso in due campate da un arco trasversale e coperto con volte a vela. Il presbiterio è sopraelevato rispetto al resto della chiesa ed ospita l’ altare maggiore realizzato in stucco dipinto. Nella pala, all’interno della nicchia, si conserva l’ antica statua della Madonna col Bambino. 

EREMO DI SAN RINALDO

San Rinaldo
San Rinaldo

Il piccolo centro di Fallascoso, frazione di Torricella Peligna, custodisce la dimora di San Rinaldo eremita. La grotta del Santo e l’adiacente chiesa rurale si trovano alla base di una grossa rupe, appena fuori dal centro abitato. Da un piccolo pianoro pavimentato a lastroni, si prende un ripido sentiero parzialmente scalinato che porta alla base della rupe. Di fronte ad essa si trova la cappella dedicata al Santo eremita, con una piccola finestra posta in facciata e all’interno, in una nicchia sull’altare, la statua in cartapesta raffigurante S. Rinaldo. Il campanile è molto originale dal momento che sfrutta la rupe sovrastante la chiesa, ponendo sulla sua sommità un piccolo arco che sorregge la capanna. L’invito a costruire una cappella presso la grotta di S. Rinaldo venne dal Vescovo di Chieti Monsignor Saggese, come si legge nella Visita pastorale del 1838. Una lapide posta sull’ingresso della chiesa ricorda che venne realizzata grazie a Camillo Di Valerio e terminata nel 1844. A pochi metri dalla chiesa si apre la grotta in cui, secondo la tradizione, ha vissuto S. Rinaldo. La grotta è molto stretta e non presenta alcuna traccia di utilizzo. San Rinaldo viene festeggiato il 7 maggio, ricorrenza della morte, e il 28 agosto. Precedentemente il Santo veniva festeggiato sul pianoro della grotta stessa ma, a causa delle rocce pericolanti, la festa venne spostata nel paese.

LA TORRE

Torre
Torre

Sorge sulla parte vecchia del paese e precisamente sul punto più alto di Torricella. Eretta in ricordo delle 103 vittime civili del secondo conflitto mondiale, fu inaugurata il 3 settembre del 1961.

Il monumento si alza per  venti  metri e dall’interno è possibile salire fino al vertice per ammirare un panorama a 360 gradi che abbraccia il massiccio della Maiella, le vallate del Sangro-Aventino, Monte Pallano e il mare Adriatico. I nomi dei caduti civili sono scolpiti ai lati del monumento. Progettata dall’artista Lucci di Pennadomo, dedicata ai 150 caduti della Prima guerra Mondiale, ai quali si aggiunsero  i caduti in  Russia e in Albania durante il Secondo Conflitto Mondiale, la Stele ai Caduti di tutte le guerre sorge sulla parte più alta della Pineta Comunale “Antonio Porreca”.

Risorse utili

 

La città di Giuseppe